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Rottamazione Quinquies 2026

La Legge di Bilancio 2026 (AS 1689) Articolo 23 introduce una nuova forma di definizione agevolata, chiamata “rottamazione quinquies”, pensata per aiutare i contribuenti a regolarizzare una vasta serie di debiti iscritti a ruolo. Questa misura riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e permette di chiudere le pendenze pagando solo una parte degli importi originari.

La Legge di Bilancio 2026 (AS 1689) Articolo 23 introduce una nuova forma di definizione agevolata, chiamata “rottamazione quinquies”, pensata per aiutare i contribuenti a regolarizzare una vasta serie di debiti iscritti a ruolo. Questa misura riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e permette di chiudere le pendenze pagando solo una parte degli importi originari.

L’obiettivo della norma è offrire una soluzione sostenibile per tutti quei contribuenti che, pur avendo dichiarato correttamente le imposte o i contributi, non sono riusciti poi a versarli. La rottamazione quinquies non elimina quindi il debito “vero e proprio”, ma consente di cancellare tutto ciò che è accessorio: sanzioni, interessi e aggio.

 

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QUALI DEBITI POSSONO ESSERE ROTTAMATI

La rottamazione quinquies riguarda i debiti che derivano da somme effettivamente dichiarate dal contribuente. Rientrano quindi:
– imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, ma non pagate;
– importi richiesti a seguito dei controlli automatizzati o formali dell’Agenzia delle Entrate;
– contributi INPS dichiarati e non versati.

La logica è semplice: tutto ciò che il contribuente ha dichiarato come dovuto può essere definito con la rottamazione. Al contrario, ciò che emerge da un accertamento – perché non dichiarato o perché considerato inesatto – resta fuori dal beneficio. Per esempio, se l’Agenzia delle Entrate scopre un reddito non dichiarato, la maggiore imposta che ne deriva non può essere oggetto di definizione

 

COSA SI PAGA E COSA VIENE CANCELLATO

Aderendo alla rottamazione quinquies, il contribuente dovrà versare solo:

la quota capitale del debito;
le spese sostenute dal concessionario per la notifica o per le eventuali procedure esecutive.

Tutto il resto viene annullato:

sanzioni amministrative;
interessi e interessi di mora;
aggio di riscossione;
somme aggiuntive previdenziali.

Per le multe stradali continua a valere la regola già prevista nelle precedenti definizioni: la sanzione principale resta dovuta, mentre vengono cancellati gli interessi.

 

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COME SI PRESENTA LA DOMANDA E LE SCADENZE

La richiesta devono essere presentata entro il 30 aprile 2026. Una volta accettata, il contribuente può scegliere se:

pagare tutto in un’unica soluzione entro luglio 2026;
oppure rateizzare l’importo fino a un massimo di 54 rate bimestrali, che si estendono fino al 2035.

Per chi opta per la rateizzazione, dal 1° agosto 2026 sono previsti interessi nella misura del 4% annuo (con ipotesi di riduzione al 3% attualmente in discussione).

 

QUANDO SI PERDE IL BENEFICIO

La definizione agevolata decade se:
non viene pagata l’unica rata scelta;
non vengono pagate due rate, anche non consecutive;
non viene versata l’ultima rata.

Se si verifica una di queste condizioni, la rottamazione perde efficacia e l’intero debito, con le sanzioni e gli interessi originari, torna a essere esigibile. I pagamenti già effettuati rimangono però acquisiti come semplici acconti.

 

RAPPORTO CON LE PROCEDURE DI CRISI E LE ROTTAMAZIONI PRECEDENTI

Una delle novità più significative riguarda i contribuenti coinvolti in procedure di sovraindebitamento o in percorsi previsti dal Codice della Crisi d’Impresa. Anche questi debiti possono essere inseriti nella rottamazione quinquies, seguendo però le modalità e le tempistiche eventualmente fissate nel decreto di omologazione. In tali casi, le somme necessarie assumono il rango di crediti prededucibili.

È possibile includere anche molti debiti che erano stati oggetto di rottamazioni precedenti:

per rottamazioni 1, 2, 3 e saldo e stralcio il contribuente può accedere sempre, anche se le precedenti definizioni sono decadute;
per la rottamazione quater l’accesso è possibile solo se questa risulta inefficace al 30 settembre 2025.

 

TRIBUTI LOCALI: COSA SUCCEDE PER IMU E TARI

Per IMU, TARI e altri tributi locali, la decisione spetta a Comuni e Regioni. Il Ddl consente infatti agli enti territoriali di introdurre proprie definizioni agevolate, con riduzioni di sanzioni o interessi, fissando modalità e scadenze autonome. Ogni ente dovrà pubblicare il relativo regolamento sul proprio sito.

 

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POSSIBILI MODIFICHE IN ARRIVO

Tra le novità allo studio si segnalano:

una possibile riduzione del tasso d’interesse sulle rate dal 4% al 3%;
l’allineamento delle cause di decadenza tra rottamazione quater e quinquies, permettendo la decadenza solo in caso di mancato pagamento di due rate.

 

CONCLUSIONI

La rottamazione quinquies rappresenta un’opportunità importante per chi ha accumulato debiti dichiarati e non versati. Eliminando sanzioni e interessi, e permettendo pagamenti fino al 2035, offre uno strumento concreto per regolarizzare la propria posizione fiscale in modo sostenibile. Rimangono però esclusi i debiti derivanti da controlli più incisivi o da tributi locali, salvo diverse iniziative dei singoli enti.

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